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COME LEGGERE IL CEDOLINO PAGA

Oggi il 90% della nostra vita quotidiana è occupata dal lavoro che svolgiamo. Tanto lavoro, tanti sacrifici per ricevere a fine mese lo stipendio che viene accompagnato da un foglio chiamato CEDOLINO PAGA.

Leggiamo tante volte questo foglio ma il più delle volte non riusciamo a comprendere a pieno tutte le voci elencate, ecco una breve guida su come leggere il CEDOLINO PAGA.

Cominciamo con il definire la BUSTA PAGA un obbligatorio (Legge n.4 del 1953) che indica non solamente il compenso netto da corrispondere al lavoratore, quanto anche le ritenute fiscali, le ritenute previdenziali e le altre voci di riferimento che disciplinano il trattamento economico che il datore di lavoro riserva al lavoratore. Il documento in questione è dunque l’espressione economica dei rapporti tra il lavoratore e il datore di lavoro con lo stato e gli Enti Previdenziali, ovvero con le Imposte e l’INPS.

Senza la busta paga non si potrebbero infatti, ad esempio, determinare le reali spettanze del lavoratore durante il periodo di lavoro, o ancora rilevare eventuali differenze tra il CCNL e il Contratto Integrativo, determinare concrete azioni legali bastate su ricorsi, ingiunzioni, insinuazioni nel fallimento. La busta paga inoltre è necessaria per poter richiedere un mutuo bancario o un finanziamento e indispensabile per la pensione quando ci sono delle differenze sull’accredito dei contributi INPS.

Il CEDOLINO PAGA è innanzitutto diviso per sezioni: abbiamo la sezione del libro paga dove vengono riportate le informazioni di un normale cedolino paga e i dati anagrafici, mentre nella parte centrale si trovano le somme in denaro e le relative trattenute. In basso vi è infine una sezione integrativa, nella quale possono essere riportate altre informazioni come – ad esempio – i giorni di presenza e di assenza del lavoratore, le ore di assenza per malattia o ferie, le ore di straordinario, gli eventuali turni notturni di lavoro.

Come abbiamo già accennato, nella parte alta (la “testa”) della busta paga si trovano le informazioni della sezione anagrafica. Trovate pertanto i dati del datore di lavoro con relativa posizione INPS, INAIL e i dati anagrafici del lavoratore stesso, che comprenderanno il numero matricola, il codice fiscale, la data di nascita e la data di assunzione, la sede di Lavoro, il contratto di lavoro di appartenenza, il livello e la qualifica, gli elementi del trattamento salariale.

Nella parte centrale (il corpo) troviamogli elementi variabili quali i giorni retribuiti, gli straordinari, le maggiorazioni, le ferie, le festività e i permessi retribuiti che influenzano il calcolo della retribuzione, con eventuale specifica della Retribuzione Diretta (quella effettiva), Retribuzione Indiretta (in accaso di malattia, ferie, infortunio o maternità), Retribuzione Differita (emolumenti per il T.F.R. 13ma o 14ma, Fondo Pensione), Retribuzione Lorda (ovvero con le relative trattenute fiscali e previdenziali), Retribuzione Netta.

In fondo alla pagina (il piede) infine, si trova la parte previdenziale e fiscale dove si indicano il TFR, gli assegni familiari, e la retribuzione netta. Nella parte fiscale si susseguono invece le seguenti voci: imponibile fiscale, imposta lorda, detrazioni fiscale e imposta netta. In una parte variabile della busta paga, ma generalmente nel corpo o nel fondo, si trovano infine i dettagli delle detrazioni per coniuge a carico e per i figli, che dipenderanno dalla retribuzione e dalla composizione familiare.

Gli assegni per il nucleo familiare vengono di norma indicati con la sigla ANF, e spettano alle famiglie dei lavoratori dipendenti e dei pensionati dalavoro dipendente i cuinuclei familiari siano composti da più pesone che abbiano redditi inferiori a quelli determinati ogni anno dalla legge.

Una delle voci più importanti (e sottovalutate!) della busta paga, è rappresentate dall’area previdenziale. In particolare, la dicitura “imponibile previdenziale” che potete trovare nel documento, rappresenta l’importo su cui sono calcolati i contributi – appunto – previdenziali (all’Inps & co.). L’imponibile previdenziale è determinato dalla sommatoria delle voci della colonna competenze con eccezione delle voci figurative e di altre voci come la malattia, la maternità, la donazione di sangue; gli assegni al nucleo familiare.

I contributi previdenziali rappresentano dunque delle somme di denaro che il datore di lavoro versa ogni mese per “finanziare” le attività previdenziali e pensionistiche, nell’interesse del lavoratore. Calcolati come percentuale dell’imponibile previdenziale, sono generalmente indicati in apposito rigo nella busta paga.

Bonus 80 euro in busta paga
Una delle voci più recenti ad essere entrate nelle buste paghe di milioni di italiani è quella dei noti “80 euro”). Introdotti con la Legge di Stabilità per l’anno 2015 (Legge n. 190/2014), è un credito riconosciuto nella busta paga direttamente dai datori di lavoro,
a patto che l’imposta lorda dell’anno sia superiore alle detrazioni per lavoro dipendente. Il credito spetta dunque a tutti i lavoratori dipendenti e assimilati che abbiano un reddito annuo lordo, compreso fra gli €. 8.174 e i €. 24.000. Sarà invece un po’ più basso per la fascia di reddito compreso fra €. 24.001 e €. 26.000.

Conguaglio 730 in busta paga
Ogni anno, a partire dal mese di Luglio, i datori di lavoro, in qualità di sostituti d’imposta, devono procedere al conguaglio delle imposte sui redditi dell'anno precedente dichiarati dai lavoratori dipendenti ai CAF a da questi ultimi comunicati alle aziende attraverso il modello 730/4 trasmesso dai CAF.
Dalle dichiarazioni 730 può emerge all'interno del cedolino paga un credito a favore del dipendente (rimborso) o un debito a carico del dipendente.

13ma mensilità
La tredicesima mensilità è una mensilità aggiuntiva erogata nel periodo antecedente alle festività natalizie con busta paga a parte oppure nella stessa busta paga di Dicembre ai lavoratori dipendenti con contratto a tempo determinato o indeterminato.

Conguaglio a fine anno
Sempre in qualità di sostituti d’imposta, i datori di lavoro sono tenuti ad effettuare un ricalcolo delle imposte e dei contributi dovuti sulla base del reddito percepito nell’anno, la cui misura diviene certa a conclusione dell’anno d’imposta, quindi nel mese di Dicembre. Ad essere sottoposti a conguaglio sono i contributi (Inps o altro ente previdenziale) e le imposte (Irpef, addizionale regionale comunale) sia a carico del lavoratore che dell’azienda stessa. Questa operazione di fine anno di fatto corregge ed adegua gli importi trattenuti nelle buste paga da Gennaio a Novembre, sia come imposte che come contributi a carico del lavoratore. E' per questo motivo che di solito la busta paga di Dicembre presenta delle differenze, a volte anche sostanziali, rispetto alle altre mensilità.

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