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La ricetta di Donald Trump funzionerebbe anche per l'Italia?

Negli Usa, da sempre, prima viene il consumatore, che ha diritto a prodotti al prezzo più basso possibile ed è ampiamente protetto dalla legislazione; poi viene il lavoratore, pagato poco, flessibile e meno protetto socialmente.

Con l'introduzione del Job Act anche l'Italia è andata verso la stessa strada percorsa da sempre dagli americani, aumentando la competitività da un lato, ma d'altra parte consentendo ai datori di lavoro di pagare la manodopera meno di quanto il costo della vita richieda e senza preoccuparsi minimamente della mancata copertura pensionistica futura (da tempo indeterminato a Voucher i contributi non si versano più).
Ora che Donald Trump ha promesso di non lasciare indietro nessuno dei suoi elettori delle regioni ex industriali del midwest, rovescerà questo paradigma Americano? Wal mart e Amazon non sarebbero contenti! Da candidato ha promesso di rivedere tutti i trattati e ha minacciato di elevare i dazi a merci messicane e cinesi dal 35% al 45%. Ciò si tradurrebbe in una serie di rappresaglie sulle esportazioni americane e frizioni con i suoi alleati in Europa e Asia. E noi in Italia cosa faremo?
Tramp ha promesso un profondo taglio delle tasse alle aziende, condizionandolo però al ritorno in patria dei capitali e delle fabbriche che le grandi corporation hanno spostato all’estero. E pensare che invece in Italia abbiamo preso i soldi dei libretti postali (Cassa Depositi e Prestiti) per "sviluppare l'internazionalizzazione" delle nostre aziende, ossia abbiamo chiuso gli stabilimenti produttivi in Italia e aperto in paesi con costo della manodopera inferiore.
Trump ama l’economia reale: nel suo primo discorso ha precisato che rimetterà a posto le città, riparerà ponti e tunnel, costruirà ospedali. Anche noi in Italia abbiamo molto da ricostruire, sia per il post terremoto che per alzare il livello di sicurezza delle nostre abitazioni. Trump verosimilmente costruirà aumentando il deficit e il debito pubblico, puntando sull’aumento del pil per mantenere costante il rapporto tra le due variabili (anche se in uno dei suoi famosi twitter ha scritto che i fondi li otterrà tagliando quelli troppo generosamente concessi alle Nazioni Unite).
La sua politica è tendenzialmente inflattiva e c'è da attendersi un indebolimento del dollaro. Vi dice niente la tecnica usata da noi Italiani quando facevamo svalutare la Lira per aumentare le esportazioni? C'era svalutazione ed inflazione, ma il costo della vita era inferiore a quello attuale dove l'Euro è stabile e non c'è inflazione.

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