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Da metà Dicembre l'Europa ha il suo GPS: si chiama Galileo e "parla" Italiano

Il sistema di posizionamento e navigazione satellitare civile europeo Galileo (GNSS, Global Navigation Satellite System) è nato per dare un'alternativa al GPS.

Oltre al GPS - Global Positioning System (NAVSTAR GPS), controllato dal Dipartimento della difesa degli Stati Uniti, finora esisteva solamente il GLONASS russo. Entrambi questi sistemi erano nati per scopi militari in piena guerra fredda.
Il programma Galileo è stato avviato da più di 17 anni, con un investimento complessivo di circa 10 miliardi di euro. Nel Settembre 2003 la Cina si è unita al progetto apportando un investimento di 230 milioni di euro nei due anni seguenti. Israele è entrato come partner del progetto nel Luglio 2004, l'Ucraina nel 2005 ha iniziato delle trattative per l'adesione al progetto. Ci sono diverse voci sull'adesione di altre nazioni come India, Brasile, Messico, Cile, Giappone, Corea del Sud, Australia, Marocco e Canada, mentre molto probabilmente la Russia potrebbe pensare ad un'integrazione con il suo sistema GLONASS.
Sebbene il sistema Galileo sia stato pensato per essere completamente indipendente ed autosufficiente, sarà compatibile ed interoperabile con il sistema GPS: le caratteristiche di Galileo cioè saranno tali da non interferire con il funzionamento del GPS ("principio di compatibilità") ed esso potrà anche essere utilizzato congiuntamente con il GPS ("principio di interoperabilità").
Il progetto satellitare Galileo rappresenta un volano per la crescita economica e la competitività Italiana. Vale più di un miliardo di Euro e per almeno 10 anni avrà importanti ripercussioni sul sistema produttivo italiano, che produrrà i ricevitori Galileo ed offrirà servizi di qualità ai cittadini di tutto il mondo. Fino ad oggi invece con il GPS il mercato è stato esclusivamente americano.
La sua entrata in servizio, contando su 30 satelliti orbitanti su 3 piani inclinati rispetto al piano equatoriale terrestre, era prevista per la fine del 2019 ma è stata anticipata al 15 dicembre 2016.
Per ora Galileo, che ha in orbita 18 satelliti sui 30 previsti, lavorerà in interoperabilità con il GPS, offrendo però un risultato molto più preciso. Il sistema europeo diventerà pienamente operativo nel 2020. Nel frattempo dovrebbero aumentare i dispositivi in grado di sfruttare il suo segnale, al momento limitati allo smartphone spagnolo Bq e a una serie di navigatori (la compatibilità sarà obbligatoria per tutte le auto nuove in vendita nella Ue dal 2018)
I principali scopi di Galileo sono:
- Una maggior accuratezza nella geo-localizzazione degli utenti rispetto a quella attualmente fornita dal GPS; dell’ordine di un centimetro contro i cinque metri del sistema Gps attuale;
- Un servizio di timing, con un “orologio” molto accurato che offre una precisione intorno al milardesimo di secondo,
- Un aumento della copertura globale dei segnali inviati dai satelliti ed un'alta disponibilità del segnale nelle aree urbane;
- Elevata affidabilità grazie ad un sistema di identificazione e di autocertificazione dell’utente, che dovrebbe consentire una ottimale protezione da eventuali hacker, fondamentale soprattutto quando si utilizzerà il sistema di navigazione per la guida di Unmanned Vehicles (UV, veicoli senza pilota), per evitare intrusioni pericolose.
- Anche dall'invio del "messaggio di integrità" che avverte immediatamente l'utente di eventuali perdite di integrità nel segnale o, viceversa, conferma l'esattezza del segnale ricevuto;
- Una elevata continuità di servizio che, essendo indipendente dagli USA, potrà funzionare sempre e non verrà disattivato senza preavviso (come successo in tempi di guerra per il GPS).

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