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Alla conquista di Marte (grazie all'inventore di PayPal)

La conquista di Marte è un tema di grande attualità e un grande impulso è arrivato dall’azione di Elon Musk, eccentrico miliardario che con la sua Space X intende conquistare il Pianeta Rosso nei prossimi anni. Ma chi è Elon Musk, l’uomo del futuro?

Nel giro di pochi anni quel bimbo sudafricano con un padre ingegnere e una madre modella canadese è diventato il genio visionario più affascinante e invidiato al mondo. Oltre che un imprenditore miliardario. Trasferitosi in Canada e poi negli Usa, ha cofondato PayPal e coi proventi della sua vendita ha creato Tesla, per la produzione di auto elettriche, SpaceX, cioè missili e astronavi, ha acquisito Solar City, che si occupa di energia solare, e ha cominciato a costruire un gigantesco stabilimento in Nevada col quale si propone di rivoluzionare la tecnica di produzione di batterie.
Appena 45enne, è imprenditore febbrile e anche un po’ scienziato: si tuffa negli abissi dell’intelligenza artificale ma si appassiona anche ai problemi della meccanica. Una mente inarrestabile che continua a sfornare progetti grandiosi uno dietro l’altro, dall’«Hyperloop» (un «tubo» ad aria compressa con dentro capsule per trasportare passeggeri e merci da Los Angeles a San Francisco a una velocità superiore a quella dei jet) alla rete di autostrade sotterranee con la quale pensa di decongestionare il traffico delle metropoli.
Ma la sua vera missione è la conquista e la colonizzazione di Marte.
Musk, che vorrebbe concludere la sua vita ed essere sepolto sul «Pianeta rosso», è convinto che l’uomo stia pian piano distruggendo la sua dimora nell’Universo. Vuole quindi creare una colonia di 80 mila persone su Marte come «polizza assicurativa» del genere umano qualora il deterioramento delle condizioni sulla Terra divenisse tale da rendere necessario un esodo di massa.
Un progetto visionario e cupo che ha indotto anche chi ne ha grande stima a considerarlo un po’ «svitato». Ma ora i suoi affreschi grandiosi, soprattutto quelli nel campo dei trasporti terrestri, stanno affascinando l’interlocutore più improbabile e meno tecnologico: il miliardario divenuto presidente degli Stati Uniti. Donald Trump, vendicativo con tutti quelli che lo hanno attaccato durante la campagna elettorale, ha fatto un’eccezione per Elon Musk che è stato chiamato a far parte dei due comitati di imprenditori creati alla Casa Bianca.

The Donald ha infatti staccato un assegno da ben 19.5 miliardi per la NASA, tutto in linea con quanto trapelato in questi giorni. L’agenzia aerospaziale non dovrà fare i conti con i tagli toccati ad altre agenzie, scientifiche o mediche che siano. Nel mirino c’è lo stesso ambizioso obiettivo: arrivare su Marte entro gli anni 30 di questo secolo.
Il budget della NASA non viene toccato. Per il futuro basta investimenti sulla Terra, si punta allo spazio profondo, Marte in cima alla lista delle priorità.
The Donald vede la conquista dello spazio come grande occasione in termini di occupazione, il piano di finanziamento è stato approvato con un ok bipartisan, repubblicani e democratici d’accordo.
In ballo anche il ruolo degli astronauti, approvata un’assicurazione sanitaria a vita per chi ha lavorato nello spazio. Una buona notizia non solo per gli astronauti, ma anche per gli scienziati che hanno studiato gli effetti dei viaggi spaziali.
“E’ un grande momento nella storia – ha dichiarato Donald Trump – adesso questa nazione è pronta per essere la prima nello spazio ancora una volta”. Tante sorprese dalla Casa Bianca, tra queste anche la possibilità di voli commerciali verso la Stazione Spaziale Internazionale.
C’è dunque una cospicua possibilità di business per aziende private, come appunto la Space X di Elon Musk.

Così Elon Musk, superando le sue remore, si è messo a collaborare col nuovo leader americano, continuando a incontrarlo anche quando, dopo la messa al bando degli immigrati da alcuni Paesi musulmani, altri esponenti della Silicon Valley hanno rotto i rapporti con lui. «Meglio mantenere aperto il dialogo nella speranza che Trump si convinca a cambiare rotta su questioni importanti come la tutela dell’ambiente», si è schermito lui.

Naturalmente, come sempre, non mancano i critici.
C'è chi sostiene che Musk stia semplicemente svendendo i suoi principi per ottenere l’appoggio della Casa Bianca ai suo progetto di colonizzazione di Marte. Chi invece pensa che lo faccia per ottenere appalti pubblici nello spazio, per le nuove astronavi che dovranno sostituire gli Shuttle, o sotto la crosta terrestre, per le autostrade sotterranee.
Quelli più maliziosi sottolineano il fatto che abbia scelto tutti «business» ampiamente sussidiati con soldi pubblici: auto elettriche, pannelli solari, la nuova fabbrica di batterie costruita a Reno grazie ai generosi incentivi offerti dal Nevada. E che hanno come unico committente lo Stato.

Di sicuro l’imprenditore di origine sudafricana finirà per incassare complessivamente quasi 5 miliardi di dollari usciti dalle tasche dei contribuenti Usa. Ma ormai è scoppiato l’idillio tra Musk e Trump. E la conquista di Marte è una cosa talmente affascinante che può spegnere qualsiasi polemica.

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