DOPO LA 4.0 ALL’ITALIANA, COME STANNO LE NOSTRE MICRO PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL MANUFACTURING?

In questo periodo storico assistiamo ad un profondo cambiamento delle richieste di mercato e di conseguenza del modo di produrre. Infatti si è passati in pochi anni dai grandi lotti di produzione continua pianificati a capacità infinita nel periodo del consumismo, agli attuali piccoli lotti di produzione con tante varianti da realizzare in tempi brevissimi che andrebbero gestiti a capacità finita.

Ne consegue che il sistema è più stressato, gli strumenti vanno quanto meno ritarati, occorre prestare molta più attenzione sia alle risorse uomo che alle risorse macchina, agli attrezzaggi, ai settaggi, alle pulizie dei macchinari tra un lotto e l’altro, al reperimento materiale, ai controlli durante il processo, alle lavorazioni esterne, al controllo qualità, al confezionamento, alle spedizioni etc.

Più del 90% delle Micro, Piccole e Medie Imprese Italiane del manufacturing hanno enormi problemi nell’area MES.

In questo momento storico i dati della produzione dovrebbero essere raccolti automaticamente, quadrati a più livelli (produzione, qualità, magazzino, controller) almeno giornalmente, ed essere dati in pasto ad algoritmi vari che ne certifichino la congruità (oppure le incongruità da sanare al più presto) per poi essere condivisi ai vari settori strategici dell’azienda.

Invece le nostre MPMI continuano ad operare a compartimenti stagni, con processi digitali sommari, con quadrature molto approssimative, senza aggiornare gli standards.

Il software MES per essere veramente efficace, si dovrebbe interconnettere bene con l’ERP, seguire perfettamente tutti i processi aziendali ed avere delle interfacce HMI (display touch con schermate friendly per l’uomo e connettori efficaci per raccogliere da ciascuna macchina dati interessanti) .

Dal 2017 (quando anche l’Italia ha scoperto l’esistenza della 4.0 copiandola dalla Germania) ad oggi, tutte le MPMI del manufacturing Italiane avrebbero dovuto perlomeno raccogliere quotidianamente dati significativi sulla produzione, organizzarli in maniera adeguata, alimentare algoritmi di machine learning. Invece nella maggioranza delle imprese troviamo il minimo indispensabile per dimostrare l’interconnessione 4.0 ossia uno scarno database per ogni macchina 4.0 acquistata del quale quasi nessuno conosce l’esistenza, a volte troviamo sistemi SCADA fermi o addirittura più software MES inutilizzati in azienda e troviamo tanti processi non digitalizzati e numerose inefficienti operazioni manuali.

Molte MPMI del manufacturing partono addirittura con l’handicap di un software ERP NATO PER IL BUSINESS e NON ADATTO ALLA PRODUZIONE. Le MPMI proseguono la deriva scegliendo anche un software MES standard scritto con tecnologie del secolo scorso che POSSONO ESSERE SOLAMENTE PERSONALIZZATI PESANTEMENTE per essere adattati all’uso ottimale in azienda. Infine, le MPMI del manufacturing si incagliano definitivamente essendo spesso seguite da “PRESUNTUOSI RAGAZZINI NEOLAURATI FRESCHI DI TEORIA” che però non hanno mai vissuto le ESIGENZE PRATICHE DELLA PRODUZIONE ed insieme al personale in azienda perdono tempo e denaro senza fare passi avanti, anzi molto spesso fanno passi indietro.

Ma quindi cosa potrebbero fare nel concreto le micro, piccole e medie imprese Italiane del manufacturing per rimanere competitive?

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