Pianificazione al più presto e al più tardi

Il MES calcola le date “al più presto” e “al più tardi” per ogni fase di produzione, definendo gli intervalli entro i quali le lavorazioni possono essere eseguite senza compromettere le consegne. Questa logica consente di gestire lotti, risorse e fasi parallele in modo ottimale, minimizzando ritardi e sprechi.

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Come funziona?

Pianificare la produzione per ottimizzare al meglio una tipologia di risorsa per una sola fase di lavorazione non è banale, figuriamoci quanto possa essere complesso pianificare più fasi di lavoro parallele al servizio di una o più fasi fase concorrenti. Ad esempio, immaginiamo di dover organizzare le varie tipologie di taglio delle MP, prevedere le lavorazioni meccaniche intermedie per ottenere i SL, pianificare lavorazioni dove devono essere disponibili diverse tipologie di MP che SL per essere lavorati insieme (esempio saldatura o/e verniciatura, e/o assemblaggio etc. Ebbene queste MP e SL devono essere presenti nelle quantità giuste ( ne poche ne troppe) nell’intervallo temporale opportuno ( né troppo presto perché potrebbe essere difficile stiparle, né troppo tardi perché si rischierebbero ritardi di consegna, problemi di attrezzaggio e di spazio).

Per questo motivo nei software MES vengono gestiti i lotti economici di produzione e obiettivi di pianificazione “al più presto” e “al più tardi”.

Per semplificare la logica che il software MES utilizza per calcolare le date delle lavorazioni o delle attività “al più presto” e “al più tardi”, diciamo che il software MES eseguire per tutte le fasi critiche un doppio calcolo di tutte le date in avanti e indietro per determinare gli intervalli entro i quali poterci muovere per rispettare la consegna finale. Viene eseguito un primo calcolo in avanti partendo dalla data di inizio della prima disponibilità del materiale e delle risorse per determinare le date “al più presto” dell’inizio e della fine delle varie lavorazioni e della data di fine o consegna (se non è stata prefissata).

Poi viene eseguita una seconda passata all’indietro, partendo dalla data di consegna per determinare le date “al più tardi” dell’inizio e fine delle lavorazioni o delle attività critiche.

Dalla differenza tra le date “al più tardi” e quelle “al più presto” si ricava lo slittamento ammesso, cioè il lasso di tempo addizionale di cui può disporre una singola lavorazione senza incidere sulle altre.

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