Interconnessione 4.0

L’interconnessione 4.0 permette di collegare i macchinari con il sistema informativo aziendale, scambiando dati in tempo reale e aprendo le porte ai vantaggi della transizione digitale. È uno dei requisiti chiave per accedere agli incentivi di Industria 4.0.

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Come funziona?

L’interconnessione 4.0, che interessa anche la recente 5.0 ha un significato differente in Italia rispetto al resto dell’Europa e del mondo perché in Italia è strettamente legata all’ottenimento o alla revoca dei benefici statali come il “Credito d’imposta Transizione 4.0” su ciascun bene nuovo, (di proprietà o leasing) strumentale all’attività produttiva, mentre nel resto del mondo è orientata correttamente ad avvicinare le aziende all’automazione facendole transitare per la trasformazione digitale di tutti i processi aziendale.

In Italia un bene strumentale 4.0 deve soddisfare 6 caratteristiche obbligatorie tra le quali c’è:

  • obbligo di essere gestito da un CNC oppure da un PLC che sono dei dispositivi fisici che controllano direttamente il macchinario,
  • deve scambiare in maniera bidirezionale dati con sistema gestionale aziendale,
  • deve essere integrato con il ciclo produttivo o la rete di fornitura,
  • deve avere un’identificazione univoca (IP),
  • deve avere un’interfaccia uomo macchina (HMI),
  • rispondere ai criteri di sicurezza previsti dalla legge.

Inoltre, il bene strumentale, oltre alle 6 caratteristiche sopra riportate deve soddisfarne almeno 2 tra questi 3 requisiti:

  1. Sistema di telecontrollo o telediagnosi o di tele manutenzione;
  2. Monitoraggio continuo dei parametri di processo;
  3. Modello digitale della macchina fisica (sistema cyber-fisico anche detto digital twin).

Al di là dei termini tecnici, interconnettere nuovi macchinari è molto semplice, a patto che i produttori abbiano rispettato i requisiti previsti. È invece più laborioso connettere vecchie macchine per raccogliere dati in quanto il lavoro è più artigianale e richiede personale esperto.

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